Maschera Mono-Occhio

Occhio per occhio.

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Vendetta

Contrassegna il nemico che osa ferirti. Segui e distruggi i nemici in cambio di protezione aggiuntiva.

Lore

Quando presero la mia Luce, li sfidai a fare del loro peggio. Quando presero il mio occhio, risi e dissi loro che ne avevo un altro. Ma quando presero il mio Spettro… oh, quando presero il mio Spettro… ecco, quello fu il momento in cui presi le loro vite.

Solo che ancora non lo sapevano.

Dalla mia prima rianimazione, stetti per conto mio. Sentivo di dover fare così. Come forse avevo fatto nelle mie vite precedenti. Squadre, incursioni, Cala la Notte. Non facevano per me. Ero autonomo. Mai avuto bisogno di nessuno. L’unica eccezione, il mio Spettro. Lo Spettro era il mio solo amico. Non mi vergogno a dirlo. Non più.

Poco tempo dopo la Guerra dei Corrotti, ci dirigemmo nella Z.M.E a cercare un posto davvero nostro. A cercare un po’ di tranquillità. Qualcosa che sembrasse pace. Lo Spettro e io avevamo combattuto fin dai tempi della Guerra tra Fazioni. Sempre a combattere. Senza tregua. Ma non ce la facevo più. Non ce la facevamo più. Per così tanto tempo lottammo da soli. Nessuno si accorse che ce n’eravamo andati, credo. E a noi stava bene.

La nostra improvvisa dipartita dalla Luce stravolse tutto. Che piaccia o no, ero un guardiano. E lui uno Spettro. La pace non era prevista. E il Viaggiatore lo sapeva. Lo Spettro si ricollegò alle reti della Città per la prima volta dopo non so quanto tempo, solo per scoprire che le comunicazioni erano inibite su tutto il pianeta. Così ci spostammo a ovest, verso il punto in cui atterrammo, per tornare alla Città e cercare il prossimo scontro. Fu lì che ci trovarono. I cabal. La Legione Rossa, come scoprimmo poi.

Marciarono su di noi a nord della Baia Tortuosa. Si accamparono vicino al frammento. Divorarono le loro libagioni. La situazione precipitò. Sapevano che eravamo senza Luce. Volevano capire di cosa fossi fatto davvero, quando ero solo di carne e aria. Fate del vostro peggio. E lo fecero. Mi picchiarono fino a un passo dalla morte. Ridevano sguaiatamente mentre lo Spettro non riusciva a rimettermi in piedi. Bevvero e mangiarono, e bevvero ancora. Uno di loro decise che avevo un occhio di troppo. Me lo strappò e rise, chiedendomi come avrei reagito. Risi anch’io, più forte e follemente di loro. Dissi che tanto ne avevo un altro. Poi uno di loro, il peggiore, afferrò lo Spettro e disse che adesso era lui il mio Spettro. E che solo lui avrebbe deciso se farmi vivere o morire. Lo Spettro era come un sassolino stretto tra i suoi enormi ganci da macellaio. Senza sforzo alcuno, lo Spettro venne ridotto in pezzi. Prima del sorgere del sole, mi buttarono giù da una scogliera. Avrebbero dovuto ficcarmi un proiettile in testa. Avrebbero dovuto darmi in pasto alle loro bestie da guerra.

Lo Spettro mi aveva scelto perché nella mia vita precedente ero un eroe? Probabile. Ma ancora di più era che fossi l’ennesimo assassino.

Una cosa era sicura: non avevo bisogno dei Pugni della distruzione per sporcarmi le mani come si deve.

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