Racconto dell’Uomo Morto

Il Racconto dell’Uomo Morto è un fucile da ricognizione dalle grandissime potenzialità, ha una maneggevolezza ed una facilità d’uso disarmante e trova la sua collocazione sia nel PVP, sia nel PVE.

Ovviamente il suo habitat naturale è il PVP dove, se catalizzato, causerà danni ingenti con pochissimi colpi e nella maggior parte delle situazioni non dovrete nemmeno mirare per farli ma sparare a sentimento…appena vedete il vostro nemico passarvi davanti.

Quali sono i God Roll di Racconto dell’Uomo Morto?

Prima di tutto Calibro Ristretto per la canna è il God Roll PVP disponibile ed il più funzionale nel complesso, aggiungendo 6 punti a stabilità e gittata, poi troviamo Bersaglio Mobile che ne aumenta notevolmente la velocità di movimento e l’acquisizione del bersaglio che, insieme a Proiettili a Rimbalzanti rendono quest’arma davvero devastante (considerando anche il +5 in gittata e +9 in stabilità dei proiettili), chiudendo alla fine con Calcio Corto che va ad aggiungere 13 punti alla maneggevolezza di quest’arma.

Vi consigliamo la visione del nostro video dedicato al Racconto dell’Uomo Morto direttamente su Youtube!

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Statistiche

Zoom
 
21
Proiettili al minuto
 
150
Impatto
 
67
Gittata
 
73
Stabilità
 
36
Caricatore
 
14
Velocità di ricarica
 
40
Dimensione inventario
 
55
Maneggevolezza
 
36
Mira assistita
 
39
Direzione del rinculo
 
77

Perk

Picco cranico

Concatenare colpi di precisione fornisce bonus ai danni e aumenta la velocità di ricarica.

Canna scanalata

Canna ultraleggera.
• Aumenta notevolmente la maneggevolezza
• Aumenta leggermente la stabilità

Proiettili rifiniti

Quest'arma può sparare a distanze maggiori.
• Aumenta la gittata

Calcio fatto a mano

Quest'arma è ottimizzata per il controllo del rinculo.
• Aumenta la stabilità

Conta-uccisioni disattivato

Nessun conta-uccisioni per quest'arma.

Alloggiamento catalizzatore vuoto

Questo alloggiamento può contenere un catalizzatore.

Lore

La bestia da guerra di Gaelin-4 ci guida attraverso la fragrante giungla venusiana. Fucili bassi e Spettri come droni sentinella al di sopra degli alberi.

“Il mio mezzo è un po’ vecchio. Ha bisogno di manutenzione. L’ho usato troppo a lungo senza mai spegnere il motore”, commento.

Gaelin mi guarda di sbieco. “Il Nostromo è ancora in circolazione? D’autunno ci preparava del sidro. Giuro, ci accoglieva tutti, come fossimo cani randagi.”

Emetto un sospiro. “No, intendo questo.” Faccio scorrere una mano sul mio corpo. “Oltretutto sai bene che là non posso tornarci.” Liscio il cuoio che avvolge il mio fucile di fabbricazione Tex.

“Lo sai che io mi rimetto a punto da solo, vero?” chiede il cacciatore exo.

“Perché? Sei immortale.”

“E tu no?”

“Sì, anch’io, ma… Sono più lento. Mi sento più lento.”

“Mh mmh.”

“Mi sento diverso da una volta. Non molto… vivace. Nemmeno qui.” Tocco il mio casco con un dito.

“Una tragedia. Mi dispiace. Chiedi a Gilgamesh di metterti a punto, allora.”

Ridacchio. “Sì… Non vede l’ora.”

“Avete ancora problemi, voi due?”

Scuoto la testa, una bugia rigida e sottile. “Pensi che, ogni volta che torniamo, siamo uguali a prima?”

“Sì. Dritti dritti dalla fabbrica”, risponde Gaelin-4.

“A volte ho come l’impressione che… qualcosa sia diverso.”

Gaelin si ferma e mi osserva.

Inclino la testa, lasciando che il cappuccio mi cali sugli occhi. “Non so dire di preciso, piccole cose. Dettagli.”

“Credi che ti stia cambiando?” La voce di Gaelin sembra più seria che sorpresa.

Aspetto troppo a lungo prima di rispondere. Non perché non sappia la risposta, ma perché voglio credere di avere ancora dei dubbi. Sollevo la testa. Gaelin mi fissa negli occhi, poi guarda in alto verso il fogliame.

Si appoggia a me con la spalla, la sua voce non più di un sussurro. “Scatto non è male, ma devi capire che gli Spettri non sanno un bel niente. Nessuno sa un bel niente. Sono come noi. Diventano curiosi, fanno domande. Se pensi che qualcosa stia andando fuori posto, devi sederti a un tavolo e parlarne.”

“Aspetta… Scatto ti ha cambiat…”

“Suvvia”, sbotta Gaelin. “Sei paranoico.” Si volta e riprende a camminare, poi mi grida: “È la vita che ti cambia. Stessa cosa per loro. Io sono l’unico che rimane sempre uguale.”

Gaelin alza il pugno e ci fermiamo. La sua bestia da guerra annusa l’aria, poi ci guida verso est. Continuiamo a camminare.

“Come si chiama questa bestia?”

“Castus.”

“Hai letto troppi libri del Ragno.”

“Alcuni sono belli.”

Scoppio a ridere. “Non sei stato tu a dire che qualsiasi cosa ti tenga legato può trasformarsi in un cappio?”

“Sì, tempo fa.”

“Hai lavorato molto con lui? Con quei caduti?”

“Parli parecchio, lacchè dell’imperatore. Alcuni di quegli eliksni non sono male.”

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