Modo Eterno

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Statistiche

Zoom
 
21
Proiettili al minuto
 
150
Impatto
 
67
Gittata
 
73
Stabilità
 
36
Caricatore
 
14
Velocità di ricarica
 
40
Dimensione inventario
 
55
Maneggevolezza
 
36
Mira assistita
 
39
Direzione del rinculo
 
77

Perk

Telaio leggero

Ottima maneggevolezza. Ti sposti più rapidamente quando equipaggi quest'arma.

Scintilla PS

Mirino Omolon. Zoom ridotto.
• Aumenta leggermente la gittata
• Aumenta la maneggevolezza

Caricatore aggiuntivo

Il caricatore di quest'arma è progettato per una capacità maggiore.
• Aumenta il caricatore

Sistema di autofuoco

Tenere premuto il grilletto permette di sparare in modalità automatica.

Telemetro

Mirare con quest'arma ne aumenta la gittata effettiva e l'ingrandimento dello zoom. Aumentata la velocità dei proiettili quando si mira con lanciarazzi e lanciagranate.

Alloggiamento vuoto

Nessuna modifica selezionata.

Conta-uccisioni disattivato

Nessun conta-uccisioni per quest'arma.

Lore

Era una notte calda, nell’Ultima Città. Una brezza gentile soffiava per le strade, carezzando le chiome degli alberi e trasportando cori di cicale. In una notte del genere, perfino il più cronico degli insonni avrebbe incontrato Morfeo. Sarebbe bastato poggiare la testa sul cuscino e respirare profondamente.

A eccezione di Zavala. In notti simili, il Comandante preferiva passeggiare nei giardini. “Non c’è niente di meglio di una camminata nel cuore della notte. Dico bene, Brocchiero?” commentò rivolto allo Spettro che gli fluttuava sopra la spalla.

Brocchiero volava in silenzio, sospeso nella brezza. Secondo lui, otto generose ore di sonno sarebbero state meglio, soprattutto per un comandante così indaffarato. Ma, per quanto alcuni Spettri si sentissero in dovere di elargire consigli, lui non riteneva fosse parte del suo ruolo. E così non disse nulla.

Il suo disaccordo fu comunque percepibile. “Lo so, dovrei riposare.” Zavala chiuse gli occhi e ispirò profondamente. L’aria della notte era una fragranza di fiori freschi e profumo di pioggia. “Ma direi che questo si può considerare riposo.”

Brocchiero si ricordava di quando questo appezzamento era stato adibito alla coltivazione, ai tempi in cui la Città non era altro che un piccolo insediamento brulicante. Erano appena tornati da una pattuglia alquanto snervante, ma non appena Zavala aveva visto gli altri scavare, aveva posato le armi e imbracciato una vanga.

Saladin gli aveva fatto una lunga predica sull’importanza del riposo e del recupero, ma lui aveva continuato a scavare imperterrito. “Una volta tanto, mi piacerebbe aiutare la vita a crescere”, aveva detto. Brocchiero aveva ancora in mentre lo sguardo del Signore del Ferro in quel preciso istante, incerto tra l’orgoglio e l’esasperazione. E in quello stesso momento Saladin aveva imbracciato a sua volta una vanga.

“Ne abbiamo fatta, di strada”, mormorò Zavala nel giardino. “Abbiamo sacrificato tanto.”

Di nuovo, Brocchiero non disse nulla. Ma era vero. Mentre passavano sotto un albero, le cicale sui suoi rami smisero di frinire. Per alcuni secondi, l’unico rumore fu quello delle suole degli stivali che calpestavano il sentiero di ghiaia. Percorsi pochi metri, le cicale ripresero la loro litania.

“A volte mi stupisce l’essere sopravvissuto così a lungo.” Zavala guardò in alto, le sue pupille colme del riflesso del Viaggiatore. “E tutto grazie a te.” Le parole gli uscirono lievi, ed era difficile capire se fossero di accusa o gratitudine.

Anche Brocchiero guardò il Viaggiatore. Cos’avrebbe potuto dire? Era suo dovere far tornare in vita il proprio guardiano. Anzi, era il suo scopo. Non scelto da lui, certo, ma neppure da Zavala.

Calò il silenzio, più profondo di prima. Lo Spettro e il guardiano rimasero a osservare la luna opaca, con i pensieri circolanti in sincrono attorno alla stessa domanda:

“Ci stai proteggendo? O siamo da soli?”

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